Risolatte

Risolatte

L’arte di gustare i colori

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L’ora del Porridge

L’ora del Porridge

Il giorno si sveglia sbadigliando, i passerotti si schiariscono la gola. I primi tocchi di luce cominciano a dipingere le pareti della camera, stuzzicando gli occhi ancora pieni di sonno.  “È ora di alzarsi, Baiocco” si sente tra i cuscini. “Il porridge ci aspetta”. Una […]

Buongusto a tavola e in boccetta

Buongusto a tavola e in boccetta

Il buongusto è una preferenza appassionata, ragionata e abituale per gli oggetti che lusingano il gusto. J. A. Brillat-Savarin, La Fisiologia del Gusto Il buongusto sboccia ovunque chi lo possieda metta le proprie dita vellutate. Sulla tavola, come sulla specchiera. Con i profumi dell’orto, come […]

Quando il proprio sentiero si ferma al tavolo di un caffè di Arma di Taggia

Quando il proprio sentiero si ferma al tavolo di un caffè di Arma di Taggia

La nostra vita è fatta di oggetti. E di luoghi. Oggetti e luoghi raccontano una storia. La nostra storia. È così che semplici e banali aspetti della realtà acquistano per ognuno un valore unico e profondo, trasformandosi in tasselli del grande mosaico della vita individuale. […]

Borragine per artisti

Borragine per artisti

Sto dipingendo con l’entusiasmo di un marsigliese che mangia la bouillabaisse V. Van Gogh …Sto dipingendo con l’entusiasmo di un taggiasco che mangia i ravioli di borragine. Borragine. Erbetta curiosa, misteriosa, notevolmente ispirante. Dai fiorellini azzurri, tendenti all’indaco, che si affacciano tra un mucchio di […]

Quaglie pittrici

Quaglie pittrici

Il sentimento che ci suscitano le cose stesse, la realtà infine, è più importante dei sentimenti che ci suscitano i dipinti – per lo meno, sono più fertili e creativi V. Van Gogh, Lettere a Theo Spesso non serve andare lontano per trovare opere d’arte. […]

Un pane in cassetta per Sant’Erasmo

Un pane in cassetta per Sant’Erasmo

Sant’Erasmo… patrono del mare. Si attendono i festeggiamenti, i mercatini, i fuochi d’artificio. Si segue la processione che conduce fino al limitare della riva. L’ultima domenica di Luglio, Arma di Taggia acquisisce un sapore speciale, si veste di allegria e colore per benedire le onde […]

Ametiste d’estate

Ametiste d’estate

Dov’era la luna? Ché il cielonotava in un’alba di perla,ed ergersi il mandorlo e il meloparevano a meglio vederla.Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù:veniva una voce dai campi:chiù… G. Pascoli, L’assiuolo Candore perlato che si tinge del colore della tempesta. I lampi in lontananza incupiscono l’atmosfera sognante dell’alba, […]

Cercare un cavolo rapa

Cercare un cavolo rapa

E ora l’uomo senza miti sta, eternamente affamato, in mezzo a tutti i passati, e scavando e frugando cerca radici, a costo di scavare per questo nelle antichità più remote. Nietzsche, La nascita della tragedia Quando sotto i cavoli (rapa) nascono stelle marine e ricci […]

Gioia fatta pane e fichi

Gioia fatta pane e fichi

Anche l’arte dionisiaca vuole convincerci dell’eterna gioia dell’esistenza: senonché dobbiamo cercare questa gioia non nelle apparenze, ma dietro le apparenze. F. Nietzsche Cercare la gioia dietro le apparenze. Dietro le apparenze… come all’interno della buccia di un fico. Così scuro e misterioso all’esterno, un tripudio […]

Giallo limone… di Taggia

Giallo limone… di Taggia

Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni E. Montale Giallo. Giallo. Giallo. Gialli. Quattro limoni per un solo colore. E che colore: intenso, brillante, solare. La tinta preferita dalle giornate estive. Allegria fatta pigmento […]


Tasty post

Meringhe di vita in una tazza di morte

Meringhe di vita in una tazza di morte

Esperimentata e pure nella sua realtà a noi inesperimentabile, sempre ricrescente sopra di noi e pure da noi mai veramente ammessa, anche la morte, che umilia e supera il senso della vita fin dall’inizio, fu bandita perché non c’interrompesse costantemente nell opera di ritrovare quel senso […]

(La morte), il pericoloso bicchiere della nostra felicità, da cui noi possiamo ogni attimo traboccare.

Da “Su Dio” di Rilke

Un bicchiere, una tazza. Forse quella della colazione quotidiana, che accompagna ogni nostro risveglio. Forse quella del tè delle cinque, con quel leggero alone ambrato sul fondo, ormai segnato in eterno.

Cosa contenga, nessuno veramente lo sa. C’è l’aria quando è vuota, il latte intiepidito del mattino, l’acqua bollente con l’infuso profumato d’Oriente. E poi ci siamo noi. Noi in una quantità indefinita, talvolta solo sul fondo, talvolta quasi fino all’orlo. Oscilliamo tra pieni e vuoti, tra profonda esperienza e superficiale abbandono. 

La tazza della morte racchiude tutta la vita. La contiene ferma, solida, come porcellana cinese finemente lavorata. E cos’è la vita in quella tazza? 

Un pugno di meringhe. Spumose, dall’animo bianco, candido, pronto a essere dipinto. Come la vita. La nostra vita. Noi. Si nasce, ci si sveglia al mattino; puliti, bianchi. Come una meringa. Poi gli anni ci colorano, il giorno ci decora. Ogni esperienza ha un aroma diverso: cannella un giorno, cioccolato un altro. E l’anima è lì, nella tazza, si accumula meringa su meringa. 

Perché, in fondo, la vita ha proprio la consistenza di una meringa. Nasce dall’albume, liquido, definito, e dalla polvere di zucchero. Non è di stelle, ma è sempre polvere. Poi si monta, cresce, si trasforma. Non si sa più cosa diventi, come si possa definire. Materia ignota, sublime, che affascina per i suoi ciuffi perfetti, ma spaventa per il non capire come non si afflosci. Infine si solidifica, matura: assume la sua forma definitiva. Nessuno più la può cambiare, ma solamente decorare, dipingere, aromatizzare. È la vita di ogni giorno, divisa in piccoli pezzi. Dolci bocconi che si accumulano uno sull’altro, raggiungendo quasi l’orlo. 

Finché, due dita non la stringono troppo; allora va in frantumi, torna polvere, come da polvere era nata. E tutte le strutture, tutte le apparenze di consistenza e solidità si disperdono all’aria. Scaglie di cioccolato penetrano la terra, segnando un che di memoria. E la tazza della morte, ora, non trabocca più di meringhe di vita.