The Land of Skyr – L’incredibile in un’isola

The Land of Skyr – L’incredibile in un’isola

Otto giorni certo non bastano per vedere tutta l’Islanda; tuttavia, per coglierne lo spirito forse sì. È una terra strana, assurda, piena di contraddizioni naturali e spettacoli inaspettati. È il luogo dei ghiacci al livello dei prati verdeggianti; è il luogo delle passeggiate dopo cena al chiaro del sole.
I colori, poi, rimangono impressi nel profondo. Servirebbe una tavolozza a parte per poter racchiudere tutte le sfumature che il terreno può assumere: tonalità introvabili altrove. Si passa dalla sabbia nera, per la lava vulcanica, al rosso mattone, alternando licheni sgargianti e rocce dorate. Un assaggio di suolo lunare molti dicono. Certamente, quest’isola sembra appartenere a un altro pianeta, a partire dal suo colore. Ma non solo. Spostandosi da un luogo all’altro, il paesaggio si trasforma in modo repentino. Un campo di lava ricoperto da muschio prima, una vallata liscia e ordinata dopo. Un sentiero montano, un laghetto in cui ciondolano pigri iceberg azzurrini.
E poi ci sono le cascate. Salti d’acqua da togliere il fiato per il loro impeto, così come per la loro eleganza. Il tutto legato a misteriose credenze di troll e elfi dalle orecchie appuntite. Accanto a queste, sbuffi di fumo ricordano la presenza dell’attività vulcanica, che si esibisce in geyser e solfatare. Il risultato (a parte l’odore di zolfo sempre presente) è un’atmosfera unica, da film di fantascienza. Eppure concreta e tangibile.
Parlando di cucina, il pesce è il vero sovrano. Tanti i paesini con fiorenti porticcioli, che ogni giorno scaricano casse di merluzzi, salmoni e trote. Le zuppe diventano il posto perfetto in cui far sguazzare una cozza e qualche gambero: piatto secondo solamente alle aragostine di Hofn. E c’è anche lo Skyr: vero dolce sempre presente in ogni menu, combinato con tanti ingredienti diversi. Una piacevole scoperta di un prodotto tipico davvero particolare.
In pochi giorni, con un clima non sempre favorevole, manca il tempo per fondere il proprio animo con lo spirito islandese. Tuttavia, una ventata di aria vichinga e selvaggia, con un pizzico di fuliggine, la si porta a casa. Si raccolgono immagini di pace, di serenità, ma anche di una natura che sembra parlare completamente un’altra lingua. Si impara ad aspettarsi l’impossibile nascosto in un’apparente pianura; si impara a sopportare la pioggia per raggiungere la tanto desiderata cascata. Girare l’Islanda è un’avventura. Un’avventura che rimarrà indelebile nei ricordi, per i suoi colori e i suoi paesaggi unici.


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