Cercando l’origine di una pennellata

Cercando l’origine di una pennellata

Paul Klee al MUDEC di Milano

Non è facile definire da dove possa aver origine l’arte. C’è chi pensa alla storia, alle tradizioni passate; c’è chi alza subito lo sguardo sul concreto presente, la “realtà sensibile” tanto cara a certe filosofie. Non si può escludere, però, il contributo della mente, per non dire la sua essenzialità. “Paul Klee, alle Origini dell’Arte” prova a rispondere a tale questione, ispirandosi al punto di vista dell’artista. Il veicolo rimangono le sue opere, certo, ma la riflessione che accompagna l’osservatore accanto alle immagini è un notevole aiuto.

Si inizia a vedere un Klee versato nelle caricature, che abbracciano epoche e stili diversi. Tutti prodotti della stessa mente: un eclettismo di colori e forme vario e contrastante. Che sia già un’indizio sulla risposta tanto desiderata?

Ci sono, poi, le cittadine condensate in un minuscolo riquadro di carta; i giochi dei pesciolini che si tuffano tra geometria e fantasia. Tante rappresentazioni a metà tra reale e astratto, che guidano attraverso un pensiero forse più che mai definito. In tutta questo apparente fluttuare in un mondo a sé, si percepisce il fortissimo legame con la storia. Con il concreto. Con l’origine comune di tutto. Ecco che tornano i Classici, con la sezione aurea spiegata nel guscio di una chiocciola, e con le loro proporzioni armoniche. Tornano gli Egizi e i geroglifici dai contorni neri e decisi. Torna, persino, la Mezzaluna Fertile, dimora antica dei Sumeri e del Cuneiforme.

In questo oceano di simboli, colori e immagini disparate, sembra si debba comprendere quale sia l’origine di tutto. Ma, forse, la risposta è piuttosto chiara. Basta allontanarsi un po’ dal particolare. Basta considerare che l’arte, in fin dei conti, è come uno specchio: uno specchio di tutto l’uomo. Dalla mente al solido terreno sotto i piedi. Dagli albori della civiltà a oggi.


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