Amsterdam: un insondabile mistero di canali dal sapore vintage

Amsterdam: un insondabile mistero di canali dal sapore vintage

Una singolare fila di casette dalle finestre contornate di bianco e dalle cime lavorate. Una strana città dallo spirito intricato, misterioso e un po’ ambiguo. Canaletti affollati di biciclette ammassate, su cui si affacciano portoni solitari, spesso accesi da qualche ciuffo di verde. Questa è la prima impressione che si ha di quella Amsterdam pallidamente illuminata dal sole di marzo. Un quadro pittoresco, che vagamente ricorda qualche veduta di pittori più o meno noti, e che cela un volto nascosto che si fatica a percepire. 

E, poi, a poco a poco, ecco che si inizia a percepire il suo fascino. Ecco che si schiudono i canali più graziosi e colorati, con quelle tinte plumbee che si sposano impeccabilmente con i profili bianchi delle case. Occorre indirizzare lo sguardo nei posti giusti, lontano dalle vie caotiche e dai dintorni brulicanti dei musei. Quelli rimangono a parte, come scrigni infinitamente preziosi e ricchi d’arte, ma che distolgono l’attenzione dal vero cuore della capitale olandese. 

La magia delle nove stradine colpisce appena ne si diventa consapevoli. Nel momento in cui ci si ferma davanti alle loro vetrine variopinte, ai piccoli bistrot che sonnecchiano apparentemente innocui al di fuori, ma infinitamente curiosi al loro interno. Solo aguzzando la vista si può prendere parte a quel girotondo di colori, vivacità e spirito creativo (anche un po’ parigino) che si respira nel profondo di Amsterdam. Quell’aria particolare che adorna i vestiti retrò nelle vetrine più curate, che induce molte  botteghine che non aver voglia di aprire le porte prima di mezzogiorno. Quel gusto unico, artistico, anche un po’ bohémien, da cui ci si lascia trascinare ammirando una casa galleggiante tra un ponticciolo e l’altro, come negli angoli solitari e apparentemente abbandonati.  

Per non parlare, poi, di tutti quei particolari adorabili e graziosi, che accendono il freddo delle prime giornate di primavera. I vasetti che ospitano germogli, bulbi e mazzolini di fiori spuntano ovunque in queste nove viette: dai tavoli, ai davanzali, alle vetrine. Stoffe floreali, coloratissime e vintage si preparano alla bella stagione, stimolando il sole ad affacciarsi un po’ più spesso. Ed è così che ci si lascia tentare, per non dire ammaliare, da quel gusto che ricorda Parigi e la sua Senna pittoresca. Ci si sente artisti fin nel profondo, cominciando a condividere qualcuno dei lati misteriosi della città. 

Non bastano pochi giorni per comprendere davvero cosa permei ogni canale. Certo, però, passeggiando con una macchina fotografica, una matita e un quaderno di schizzi in mano qualcosa di buono si scopre. Il ricordo di quelle nove viette, di quell’aria retrò squisitamente artistica e unica, unita al freddo dei canali e alle loro misteriose case dalle finestre bianche, rimarrà per sempre. Amsterdam: la città dei musei di Van Gogh, dei mille volti ombrosi e delle variopinte macchie di dettagli vintage che sanno infondersi nell’animo e ispirarlo con il loro unico fascino.


Related Posts

Praline di Fuorisalone: day 6

Praline di Fuorisalone: day 6

E per finire in bellezza…un pomeriggio tra rose e fiori. O meglio, tra ROSA e fiori. Si parla di Stranger Pinks: una delle chicche più raffinate di tutto il Fuorisalone. Una casetta delicata immersa in una via ricca di giardini, verde e boccioli profumati. Come […]

Il sapore del successo

Il sapore del successo

Perfezione. L’impeccabile. L’ineccepibile. Questo ci si aspetta sulla ceramica scintillante di un ristorante da tre stelle Michelin. Il cibo è arte, armonia, bellezza. Colori che si intrecciano e uniscono profumi e luoghi remoti tra loro. Il cibo avvolge tutti i sensi; dall’antipasto al dessert, un […]