Una città al ragù

Una città al ragù

La Rossa”… e rossa lo è davvero. Anzi, una tavolozza completa di sfumature, che variano dall’arancio pallido al mattone più intenso. Ogni portico ha il suo colore, ogni armonica alternanza di archi e colonne si distingue per una particolare gradazione. Passeggiando per le vie di Bologna, ci si può solo perdere tra il calore e il senso di accoglienza che genera questo gomitolo di linee morbide, dipinte di albe e tramonti. 

Qua e là si scorgono storiche botteghe, piccoli locali fioriti dai tavolini in ferro battuto e curiosi vicoletti solitari. Perdendosi in uno di questi, ci si potrebbe imbattere in “Aroma”: una caffetteria davvero particolare, con proposte di miscele e combinazioni di caffé e creme squisite. 

Dopo un cappuccino da maestro, è ora di alzare lo sguardo, individuando la Torre degli Asinelli: dritta (o quasi), lineare e imponente. Senza dimenticare la vicina compagna dalla pendenza ben più accentuata. Un po’ di coraggio, e si inizia la salita. Gradini, gradini e… gradini ancora più ripidi. Il finale, però vale una doppia salita. Tutta Bologna si distende sotto gli occhi; uno stuolo di tetti rossi, cupolette e intricate stradine, che corrono verso l’orizzonte per nascondersi, poi, in una morbida foschia lontana. Ecco la tavolozza vista nel suo complesso: una combinazione di colori che riscalda con il bonario spirito emiliano. È sulla cima della torre che viene da pensare ai tortellini e al ragù, a quella “Grassa” città dall’aria amichevole e antica, che sa di storia medievale, tanto quanto di sfoglia ripiena di carne stracotta. Si vede che è tempo di andare a  pranzare: lo dice la gente che si è ormai posata, come api sui fiori, su tutti quei tavolini sparsi per le vie. 

Se Bologna ha le sue osterie tradizionali da una parte, non manca di moderna creatività ai fornelli dall’altra. Se, poi, si riesce anche a unire le due componenti, ci si può davvero ritenere soddisfatti. È il caso del bistrot dello chef Bruno Barbieri. “Fourghetti” dice l’insegna di questo insolito posticino, fuori dal centro quanto basta per ritenersi sopra le righe. Moderno, curato e innovativo. Minimal e raffinato nell’arredamento, con linee geometriche, dettagli rustici che ricordano una passato da fabbrica dell’edificio, e getti di verde per bilanciare il tutto. Passando al menu, si intravede chiara la tradizione locale sul fondo: macchie di pappa al pomodoro tra gli antipasti, tortellini e Parmigiano come primo, e una dolce “Coppa Machiavelli” che sa di storia almeno quanto di crema pasticciera. Non manca, però, quel lato ricercato e creativo, che parla soprattutto di pesce. Ed ecco un delizioso rollé di scorfano e scampi, avvolto in una veste verde brillante a fare un bagno insieme a cubetti di patate allo zafferano. Un gioco di consistenze ben riuscito, con ingredienti insoliti e pregiati. Ben lontano dal tradizionale ragù, ma assolutamente degno del buon nome di Bologna. 

Rollé di scorfano e scampi con patate allo zafferano – Tortellini ripassati con fonduta di Parmigiano

Mentre la primavera si fa strada nel pomeriggio, dolcemente illuminato fino a tardi, ci si lascia attrarre da una glicine che si arrampica tra i tetti. Accanto, il labirinto delle Sette Chiese in cui perdersi prima di percorrere le ultime vie che portano verso casa. Di una giornata bolognese rimane un ricordo saporito, un ricordo che si avvicina molto al ragù. Dopo tutto, non c’è piatto in cui si possono concentrare più sfumature di rosso e arancio, se non in quella carne cotta a lungo secondo la ricetta di casa. Colori caldi, tradizione e uno spirito bonario e aperto. Ora bisogna solo scegliere se accompagnare a tutto questo tagliatelle, lasagne o tortellini…


Related Posts

Cappuccino e girella all’uvetta

Cappuccino e girella all’uvetta

Ci sono certe mattine in cui ci vuole un buon motivo per alzarsi dal letto. Un motivo non scontato, che non sia non la prospettiva della solita colazione. Un cappuccino e una girella di pasta sfoglia cadono a pennello; tanto più se serviti in uno […]

Tutta l’arte di un tortello

Tutta l’arte di un tortello

Se la torta, come “contenitore” in cui cuocere fragranti ripieni, già da sola costituisce una grande invenzione, lo stesso si può dire del tortello. La sua nascita si fa risalire al Medievo; Pulci, nel “Morgante”, esprime questa fruttuosa somiglianza tra le due pietanze prelibate: Io […]