Casatiello d’atelier

Casatiello d’atelier

E, venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che ’nce poteva magnare n’asserceto formato.


G. Basile, La Gatta Cenerentola

Ed ecco, dunque, il signor Casatiello. Direttamente da Napoli… o quasi. L’idea, certo, viene da lì, da una ricetta che sa di storia e antiche tradizioni. Ricca è anche la simbologia: la forma a ciambella ricorda la corona di spine di Cristo, mentre le strisce di pasta, solitamente poste a fissare le uova in superficie, evocano il sacrificio sulla Croce. In quanto Venerdì Santo, la ricetta è perfetta. O, almeno, la versione dell’artista. 

Tanti sono gli ingredienti che questa crosta fragrante si potrebbe trovare a racchiudere: verdure, prosciutto, formaggi… le tradizioni sono numerose. Tipiche, poi, sarebbero le uova intere incastonate sulla superficie, da cuocersi lentamente insieme a tutto l’impasto. Tuttavia, dato il giorno speciale, è stato soprattutto il verde a ispirare il pennello. Erbe amare, come la catalogna, a ricordare il dolore sofferto. Poi, Parmigiano, aromi, olive e capperi: una versione che risale la penisola, mantenendo, però, la classica forma. 

Ed ecco che il profumo fragrante di pane comincia a diffondersi per tutta la casa: il guscio si indora, cresce e sboccia rincorrendo l’aria di primavera. Ancora fumante arriva in tavola. Qualche nota di colore ne accende la sommità. Il coltello penetra nella prima fetta, il cuore verde compare al centro della pasta rustica e croccante. Il pranzo del Venerdì Santo si apre con una nota amara, che richiama quel giorno, prospettando, però, la vicina rinascita.

In occasione della Pasqua, una ricetta tradizionale di questo periodo, interpretata in modo creativo. Perfetta per il Venerdì Santo, come per la domenica o il pic-nic di Pasquetta. Dorata, croccante, delicata all’interno. Con quel sentore amarognolo a simboleggiare la penitenza. 


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