Un’artista nella Romagna lagunare

Un’artista nella Romagna lagunare

A passeggio per Ferrara

Tra orti, pane biscottato e storia estense

Il cinguettare allegro si infila attraverso la finestra socchiusa. È ancora presto, ma già le prime luci del mattino si apprestano a salutare. Il gallo è in ritardo: poco dopo, terminato il concertino, è il momento del suo assolo. Ora ci si può alzare; Ferrara è qui che ci aspetta. 

Uno scalino dopo l’altro, ecco la finestra di un’accogliente camera di Villa Horti che lascia esibire il paesaggio. Un giardino magnifico, immenso, ancora avvolto nella penombra del mattino primaverile. Il profumo della glicine vicina raggiunge il naso, accendendo la voglia di uscire e respirare l’aria fresca e frizzante. 

Tanta frutta e yogurt a colazione, serviti come a casa in ciotoline colorate, accanto a quel parco fiabesco che circonda tutta la villa. La giornata inizia nella pace più serena, come una di quelle idilliache domeniche mattine condivise con i propri cari

Ci si immerge nel verde, percorrendo i viali della campagna racchiusa nelle mura della città: un tesoro di natura rigogliosa, quiete e buon umore che solo Ferrara può vantare.

La campagna tra le mura ferraresi

Passeggiando accanto al sole ormai sorto, si arriva fino al Viale Ercole I d’Este: un lungo camminamento acciottolato, su cui si affacciano storici palazzi dai mattoni rosati. Una tinta pastello, ma intensa, che si mescola sulla tavolozza delle pareti, creando sfumature uniche. 

E poi si arriva al Castello Estense. La reggia trecentesca, voluta da Niccolò II e costruita inglobando la già esistente Torre dei Leoni. È qui che risiede l’animo regale di Ferrara, dove si possono rievocare secoli di florida storia medievale, affascinante e intrigante allo stesso tempo. È tra le fornaci delle cucine di questo palazzo che si destreggiava Cristoforo di Messisbugo: lo chef stellato dell’epoca estense. L’arte del banchetto era ben conosciuta a corte: i pranzi cinquecenteschi dovevano essere proprio degli spettacoli artistici, come descritto in diversi documenti.

Guidati dall’aroma di agrumi, si sale fino al primo piano, che si apre su una terrazza popolata da arance e limoni colorati. Un cuore mediterraneo è racchiuso tra le mura estensi: merito della nostalgia partenopea di una delle dame che abitavano queste regali stanze. 

Qualche tocco di tavola ferrarese

Lasciando il castello, ci si perde tra le vie pittoresche, punteggiate di tipiche osterie da cui provengono squisiti profumi. Siano cappellacci di zucca, passatelli o cappelletti, la tentazione di entrare è forte. Non manca, poi, il pesce più saporito; nonostante la costa non si veda, un posto alla tavola ferrarese è riservato anche al sapore di mare. 

In attesa dell’ora di cena, un sentore di pane appena sfornato stuzzica l’appetito. Cosa potrà essere? Filoncini forse? O panini tondeggianti? Niente di simile, bensì una scultura degna di tale titolo. Come i boccoli di Lucrezia Borgia, ecco arrotolarsi sinuosamente sugli scaffali infarinati le Coppie: il pane tipico di Ferrara. Fragrante, chiaro, un po’ biscottato. Probabilmente è proprio l’aria rosata e rinascimentale della città a renderlo veramente speciale. E così, tra un pezzetto di pane e una generosa fetta di storia, si è fatta quasi sera. I raggi di sole indorano le pareti, preparandosi ad allontanarsi sotto le vecchie mura. Sarà meglio trovare un posticino in cui assaporare una deliziosa cenetta romagnola… 


Le Coppie ferraresi

Aria di mare e laguna alla Trattoria l’Ortica

Lontano dal centro, in una tranquilla (ancora più del solito) viuzza dall’aria un po’ marittima, si capita nella Trattoria L’Ortica. Discreta, nascosta, se non la si cerca è difficile fermarsi al suo ingresso. Ma non ci potrebbe essere leggerezza peggiore. Ci si perderebbero tutti quei piatti di pesce freschissimo, cucinati in modo perfetto, anche secondo i gusti del cliente. Un rombo con verdure grigliate d’eccezione: carne tenera, saporita, arrostita a puntino. Una bestiolina da almeno un chilo, presentata appena uscita dal forno, con tutto il suo giardino di zucchine, pomodori e melanzane. Non ha bisogno di grandiosi impiattamenti elaborati: profumo e consistenza parlano da sé. Spaghetti allo scoglio ricchi di molluschi, che vanno dalle vongole veraci, alle cozze e agli scampi. Tutti come appena pescati. Per concludere, un sorbetto limone e salvia, o una composizione di ananas giungono graditi.

Villa Horti ci aspetta con i suo letti antichi a baldacchino, per abbracciare i sogni più dolci, tra i saloni della Reggia Estense…


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