Essenza di fine maggio

Essenza di fine maggio

Un piatto di fine maggio… una dolce fine di un pranzo dipinto già dei colori estivi.

Un tavolo in terrazza, qualche ape ronzante attorno alla polpa zuccherina della frutta. Germogli verdi, che chiamavano i raggi dorati, desiderosi di esibire la loro natura. Una melodia intensa e dolce, racchiusa in una misteriosa boccetta. Sembrava lo stesso venticello caldo a invocare le sue note…

E lo strumento, come uno scrigno di ambrosia, rispose alla richiesta…

Subito frammenti di ricordi al cacao cominciarono a danzare; forme irregolari, fondenti, fresche nel cuore e tiepide attorno. Rievocavano le risa dei bimbi, mescolate ai rimproveri scherzosi del nonno, che tentava invano di nascondere i quadratini di cioccolato. Era goloso almeno quanto loro…

Poi un suono più netto, compatto: una nuova tavoletta, equamente divisa tra i cugini. E almeno un pezzetto finiva sempre per dipingere i colletti bianchi, profumati di bucato.

Un fruscio leggero, floreale, animava l’atmosfera. Vestine variopinte, raffinate, con un gusto francese all’antica, che riportava alla Ville Lumière dei suoi tempi migliori. Gridolini allegri dalla testolina che spuntava dallo scollo, sotto un cappellino impeccabilmente coordinato. 

Gli occhietti vispi avevano visto qualcosa. Qualcosa di buono. Di buono, quanto di colorato: la tavolozza di fine maggio appena colta dai rami. E la vista si avvalorava del naso; un profumo dolce e goloso di freschi frutti succosi si diffondeva attorno.

Prima colpiva il rosso, brillante e intenso. Fragole irrorate con le perle rugiadose del mattino: gioielli preziosi per agli occhi di un bambino. I ciuffi verdi si lasciavano prendere all’improvviso, uno dopo l’altro, contenti come pochi…

Le tinte scarlatte continuavano, volgendo più verso note violacee. Ciliegie turgide, come specchi della gioia che si percepiva attorno. Solitarie, a coppie, a spasso anche tre alla volta. Una compagnia che animava la tavola muovendosi in sintonia con quel prelibato cacao. 

Ecco il giallo campeggiare all’orizzonte. Ecco la sfumatura del sole di quei giorni, mescolata con le note dell’arancio, suonate dalla buccia vellutata delle albicocche. Un assolo divino, l’Inno alla Gioia di Mozart cantato con le voci dei frutti. Pesche, albicocche, ancora pesche e qualche arancio in sordina: un coro suadente che distoglieva l’attenzione da tutto il resto.

Finché non arrivò il pane. O meglio, il pan brioche. Con il suo grazioso seguito di frolla. Allora gli occhi di bambina si ritennero davvero soddisfatti. Crosta bruna, lucidissima, che faceva da scrigno a un cuore zuccherino e chiaro. Proprio come quella boccetta. E le due melodie custodite non desideravano altro che unirsi. 

E così, merenda fu. Tra frutta fresca, tra ciliegie, pesche, fragole e albicocche. Tra cioccolato a strisce, allegro e giocoso. Tra frolle uscite dalla scatola di latta della nonna.

Per terminare, poi, con quella fetta dorata, dipinta dell’estate che stava ormai arrivando, appena uscita da un barattolo di marmellata.

Starring: Prada Candy Night

Related Posts

Primavera in borsetta

Primavera in borsetta

Come non accettare davanti alla proposta di un pomeriggio assolato tra le vie milanesi? Magari alla ricerca di una borsa nuova…che sia per una scampagnata, come per uno dei primi aperitivi estivi. Il posto migliore rimane la cara “Rina”. Sempre brulicante di novità e colori. […]

Through Coco Mademoiselle

Through Coco Mademoiselle

Fragrances usually distort smells. They change something in the air, spreading their unique scent. It’s a sort of charm, invisible to the eye, which is also perceived differently by everyone. You can be delighted by a particular perfume, whereas you may not bear another. It’s […]