Gioia fatta pane e fichi

Gioia fatta pane e fichi

Anche l’arte dionisiaca vuole convincerci dell’eterna gioia dell’esistenza: senonché dobbiamo cercare questa gioia non nelle apparenze, ma dietro le apparenze.

F. Nietzsche
Fichi neri nostrani

Cercare la gioia dietro le apparenze. Dietro le apparenze… come all’interno della buccia di un fico. Così scuro e misterioso all’esterno, un tripudio di dolcezza rosata nel cuore. E come la si potrebbe intuire da fuori? 

Esplosione dionisiaca dell’estate, polpa succosa dal sapore nettarino degno degli dei. Ambrosia fatta frutto. Un cestino di fichi si fa dono da porre sull’altare di Bacco, in attesa dei primi grappoli d’uva. E per poter dire di avere sulla tavola almeno un pezzetto di quella gioia tanto bramata, manca solo un altro ingrediente. Una fetta di pane tiepido e croccante. Pane e fichi. Binomio migliore non c’è. Dolcezza zuccherina e delicato impasto integrale. Scioglievole nettare e crosta fragrante. Neppure Dioniso resisterebbe. Merito delle colline liguri, del sole e dell’aria di mare secca e fruttifera. 

Non resta che prendere uno di quei frutti allungati, premerlo leggermente e rivelarne l’interno. Togliere il Velo di Maya della buccia, per poter apprezzare le membra allegre e vivaci, squisito regalo dell’estate.


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