Borragine per artisti

Borragine per artisti

Sto dipingendo con l’entusiasmo di un marsigliese che mangia la bouillabaisse

V. Van Gogh
Foglie di borragine appena colta

Sto dipingendo con l’entusiasmo di un taggiasco che mangia i ravioli di borragine.

Borragine. Erbetta curiosa, misteriosa, notevolmente ispirante. Dai fiorellini azzurri, tendenti all’indaco, che si affacciano tra un mucchio di foglie pelose, per non dire pungenti. Una pianta tipica della Riviera, introvabile tra i banchetti dei fruttivendoli cittadini. Una perla rara, insomma, che la rende così squisitamente pregiata per uno spirito artistico dal palato raffinato

E non è solo “erba”, ma ha un suo gusto tutto particolare. Ce ne si accorge solo se si sa con chi si ha a che fare. Piantina simpatica, loquace se la si sa prendere nel modo giusto; dall’animo poetico, che sa quasi di mare. Se ne sta silenziosa per la maggior parte dell’anno, poi, improvvisa, sboccia con quei suoi incantevoli occhioni blu

Senza dubbio, è nel ripieno della pasta fresca che si può più desiderare di incontrarla. Semplice, poco agghindata, con un po’ di ricotta e una spolverata di Parmigiano. I raviolini di borragine hanno la loro classe: piccoli, dal bordo frastagliato, conditi con sugo di pomodorini freschi e basilico. Ancora meglio se benedetti da un filo d’olio d’oliva ligure. E, all’interno, quel cuore verde che rivela l’ingrediente segreto. Quel sapore delicato, al contempo affascinante e unico, capace di stuzzicare nel profondo lo spirito d’artista.


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